Salute mentale
Ansia e umore influenzati dalla malattia
Benessere quotidiano
Informazioni utili, spunti pratici e un punto di vista che mette al centro la persona, non solo la malattia.
Il punto di partenza
Oltre ai sintomi fisici, spesso invalidanti, le MICI possono avere un impatto
significativo sul benessere dei pazienti. L'incertezza su quando potrebbe arrivare
la prossima riacutizzazione ha un peso reale sulla salute mentale ed emotiva, sulla
vita lavorativa e sul benessere quotidiano.
Parlarne apertamente è il primo passo.
Ansia e umore influenzati dalla malattia
Gestire il lavoro nelle fasi difficili
Piccoli adattamenti che fanno la differenza
Alimentazione
Per chi convive con una malattia infiammatoria cronica intestinale, scegliere con attenzione cosa mettere nel piatto è già una forma di cura: non sostituisce la terapia medica, ma la supporta ogni giorno, pasto dopo pasto.
Non esiste una dieta universale valida per tutti
ogni persona risponde in modo diverso
ma ci sono indicazioni che possono fare la differenza.
L'obiettivo è dare sollievo all'intestino, ridurre l'infiammazione e garantire il giusto apporto di nutrienti.
L'alimentazione può gradualmente ampliarsi, sempre seguendo la propria tolleranza individuale.
Benessere psicologico
Convivere con una malattia infiammatoria cronica intestinale significa anche fare i
conti con il suo peso emotivo.
Ogni riacutizzazione può riportare in
superficie ansie, timori e una sensazione di perdita di controllo sulla propria
vita.
Ansia e depressione ricorrono con una frequenza significativa tra chi soffre di
Crohn o rettocolite ulcerosa, tanto più nell'affrontare un eventuale
intervento chirurgico.
Lo stress mentale è stato collegato spesso, come
causa, alle riacutizzazioni delle MICI.
A volte chi soffre di infiammazioni intestinali ripetute potrebbe non sapere di avere bisogno di supporto, e non cercarlo.
Eppure prendersi cura del proprio benessere psicologico non è separato dalla cura della malattia: è parte integrante di essa.
Riconoscere e trattare il disagio emotivo può migliorare la qualità della vita, favorire una migliore accettazione della diagnosi e aiutare a seguire con più costanza le terapie con effetti positivi anche sul controllo della malattia stessa.
Chiedere aiuto a uno specialista
è un atto di cura verso sé stessi.
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